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domenica 9 giugno 2013

CONCLUSO IL DELFINATO INIZIA LA CORSA ALLA MAGLIA GIALLA NUMERO 100

COME SI BATTE IL KENIOTA BIANCO?


CON IL CONCLUDERSI DEL CRITERIUM DEL DELFINATO TERMINA ANCHE LA PRIMA PARTE DELLA STAGIONE AGONISTICA 2013. ORA SI ENTRERA' NELLA FASE PIU' CALDA, QUELLA CHE DECRETERA' IL VINCITORE SUI CAMPI ELISI DEL TOUR NUMERO 100. LA CERTEZZA PIU' GRANDE E' RAPPRESENTATA DA CHRIS FROOME E DA TUTTO IL TEAM SKY. RIMANGONO INVECE MOLTI I DUBBI SULLE REALI CONDIZIONI FISICHE DI QUELLI CHE SARANNO IN FRANCIA I SUOI PRINCIPALI AVVERSARI NELLA CORSA AL GIALLO. 

Due sono le certezze, anzi tre, che il grande ciclismo ci rende al termine di questo Criterium del Delfinato. La prima sembra essere una costante delle grandi/medie corse a tappe, ed è il maltempo, che imperversa ormai da inizio stagione su tutti i grandi appuntamenti del calendario Worldtour.

martedì 12 marzo 2013

LA STORIA DEL DOPING EMATICO I Parte

Una delle sacche di sangue da clinica Fuentes '
SEMBRA UNA STORIA NUOVA QUELLA 
CHE RACCONTANO I GIORNALI RIGUARDO AL DOPING EMATICO, MA IN REALTA' NON E' COSI'. DOCUMENTI ATTESTANO EMOTRASFUSIONI GIA' NEL LONTANISSIMO 1930, POI TUTTO TACE PER ESPLODERE CON FORZA NEGLI ANNI 2000. MA QUALCHE AVVISAGLIA, NEL FRATTEMPO, C'ERA STATA. 



Le recenti rivelazioni da parte del quotidiano olandese De Volksrant, concerne il regime di doping della squadra PDM al Tour de France 1988, ha sicuramente sollevato più domande che risposte, in particolare per quanto riguarda l'uso di trasfusioni di sangue a partire dal 1980. In queste righe consideriamo ciò che è noto, fino ad ora, circa l'uso di trasfusioni ematiche nel ciclismo.

lunedì 11 febbraio 2013

MARIO CIPOLLINI E I LADRI DI BICICLETTE

LADRI DI BICICLETTE 
Questa volta non può essere soltanto uno scherzo di cattivo gusto. Da vittima a carnefice. Su scherzi a parte ci eravamo noi e non Mario Cipollini, almeno così sembrerebbe. La Gazzetta dello sport, senza tanti timori e reverenze nei confronti di chi, pochi giorni prima era un grande amico, si è scagliata contro l'iridato 2002 con pesantissime accuse che crediamo le varranno una citazione a giudizio per reato di diffamazione. L'opinione pubblica si divide, la maggioranza sta con la rosa, l'altra parte, i tifosi, gli amici, i familiari o semplicemente persone informate dei fatti fiancheggia ancora il Re Leone, con la flebile speranza che quello accaduto in questi giorni sia solamente un bruttissimo scherzo. Molti hanno già condannato l'atleta Cipollini, salvando l'uomo, altri invece attendo ulteriori sviluppi per arrivare all'eventuale e definitiva sentenza. 

domenica 27 gennaio 2013

DA FAUSTO COPPI A LANCE ARMSTRONG, IL DOPING E' NATO CON IL CICLISMO


COME LANCE ARMSTRONG, ANCHE IL CAMPIONISSIMO FAUSTO COPPI,  A SUO TEMPO, RILASCIO' UN'INTERVISTA RIGUARDANTE PROPRIE PRATICHE DOPANTI, MA POCO FU IL SUO IMPATTO MEDIATICO, SICURAMENTE NON COME QUELLO OTTENUTO DA LANCE SUL DIVANO DI OPRAH. EPPURE L'OMBRA DEL DOPING SI ERA GIA' INSINUATA VELOCE NEL MONDO DEL CILCISMO. MA DA ALLORA MOLTO E' CAMBIATO.


"Coppi nel finale di un Giro della Campagna stava già benissimo, a un certo punto lo vedo estrarre dalla tasca una bottiglietta di plastica e comincia ad agitarla sorridendo e indirizzandola in nostra direzione. Ci chiese se doveva prenderla o meno: era la bomba."  Molte sono state le dicerie riguardo quella fantomatica bomba, tutti la prendevano ma la sua effettiva composizione non la sapevano in molti.

giovedì 24 gennaio 2013

I CICLISTI RIMASTI A PIEDI NEL 2013

Ciclista smontare le biciclette a piedi segno Archivio Fotografico - 548543
E' INIZIATA LA STAGIONE AGONISTICA 2013, MA COME OGNI ANNO PUO' ACCADERE CHE  MOLTI SIANO I PROFESSIONISTI APPIEDATI DALLE LORO SQUADRE. FOLTA E' LA RAPPRESENTANZA DEI CORRIDORI ITALIANI, SEGNO DI UN CERTO MALESSERE DEL CICLISMO NOSTRANO: ECCO LA LISTA!




Questa e’ la storia di tanti ciclisti che non potranno più correre poichè senza contratto. In Italia, evidentemente, il ciclismo costa troppo, le squadre Continental sono “costrette” a pagare degli stipendi molto superiori alla media europea e più in generale sono oppresse da costi di gestione decisamente più elevati rispetto al resto del mondo. Il nostro ciclismo vive uno dei suoi momenti più difficili, forse il momento più difficile. 

mercoledì 23 gennaio 2013

LE MOND PUBBLICA IL TEST POSITIVO DI LANCE AL TOUR DEL 1999

INEVITABILI  I CONTINUI STRASCICHI DELLA VICENDA ARMSTONG, OGGI, SUL PROPRIO SITO INTERNET, IL GIORNALE FRANCESE LE MONDE HA PUBBLICATO IL VERBALE DELLA POSITIVITA' AL TOUR DEL 1999. ALTRA TESTIMONIANZA QUESTA DI UN REGNO FONDATO SUL PRINCIPIO DI OMERTA'.


Ancora molte, troppe incongruenze. Chi non dormire sogni tranquilli oltre ad Armstrong, in questi giorni, è sicuramente l'UCI e i suoi massimi rappresentanti. Se in un primissimo momento la confessione del "reo pentito" corridore statunitense sembrava scagionare e assolvere l'operato UCI nell'era Armstrong, ora molte testate giornalistiche, tra le quali in prima linea il Le Monde e molti ex gregari presenti nei sette Tour, ripartono all'attacco. Come ne sia venuto in possesso probabilmente rimarrà un mistero ma il giornale francese Le Monde ha pubblicato oggi sulla sua pagina web il documento che attesta il controllo di esito positivo durante il Tour del 1999, il primo vinto da Lance.

martedì 8 gennaio 2013

WILDCARDS GIRO 2013, TUTTO SECONDO I PRONOSTICI

Foto: Le 3 wildcard che, insieme alla ANDRONI GIOCATTOLI-VENEZUELA, parteciperanno al Giro d'Italia sono: 

The 3 wilcards that, with ANDRONI GIOCATTOLI-VENEZUELA, will participate in Giro d'Italia 2013 are:

BARDIANI - CSF
COLOMBIA COLDEPORTES
VINI FANTINI - SELLE ITALIA
RCS HA RESO NOTO L'ELENCO DELLE ULTIME SQUADRE PARTECIPANTI AL GIRO D'ITALIA EDIZIONE 2013, OUT LA  KATUSHA DI RODRIGUEZ, AMMESSE LA FANTINI DI SCINTO, LA COLOMBIA DI CORTI E LA BARDIANI DI REVERBERI


E' bene quel che finisce bene, Colombia, Fantini e Bardiani possono finalmente tirare un grandissimo sospiro di solievo, il mese di maggio, per queste tre squadre, sarà un mese tutto rosa, il rosa del Giro D'Italia. Rcs, dopo giorni di riflessioni e proposte è arrivata alla sua decisione definitiva, sofferta sicuramente, poiché lasciare a casa il numero uno del ciclismo mondiale non è mai facile, ma una decisione che farà bene al ciclismo italiano. Non tutti si

domenica 9 dicembre 2012

CASO ARMSTRONG:" SE NON RICONCILIA PER IL CICLISMO LO FACCIA PER I MALATI DI CANCRO"


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HA TRADITO MOLTI SPORTIVI CON LE SU BUGIE, MA QUEL CHE E' PEGGIO HA TRADITO LA FIDUCIA DI CHI LO AVEVA PRESO AD ESEMPIO NELLA LOTTA CONTRO IL CANCRO: " SE ARMSTRONG NON VUOLE RICONCILIARSI PER IL MONDO DEL CICLISMO LO FACCIA PER LA SUA GENTE " PER MOLTI PUO' ANCORA FARE DEL BENE".  

Quando Lance Armstrong giunse in procinto di quel podio, a Parigi, dopo aver vinto il Tour de France nell'estate del 1999, diede un messaggio potente. Conquistò l'ammirazione di persone colpite da un brutto male come il cancro e non solo in America, ma in tutto il mondo. Il giovane Armstrong  dimostrò che era possibile eccellere in uno sport estremo, fatto di  resistenza come il ciclismo, dopo l'intervento chirurgico e chemioterapia causa un tumore aggressivo metastatico. Ha fatto sembrare tutto

giovedì 29 novembre 2012

ORA E' UFFICIALE, SPOSTATE MILANO-SANREMO E IL LOMBARDIA


L'UNIONE CICLISTICA INTERNAZIONALE ACCOGLIE LE RICHIESTE DI RCS E SPOSTA LE NOSTRE DUE CLASSICHE MONUMENTO ALLA DOMENICA, GIUSTO COSI'?


Certamente, quella di spostare le nostre due classiche più importanti dal sabato pomeriggio alla domenica è stata un'idea coerente e opportuna.
Una svolta epocale che già da qualche anno era nelle previsioni del team Rcs. Vinti gli ultimi tradizionalismi infatti la mitica Milano-Sanremo si correrà il giorno domenica 17 marzo, per la classica delle foglie morte, invece, la data prevista sarà quella di domenica 6 ottobre. Nel comunicato stampa apparso su tutti i siti internet Rcs spiega le tre principali motivazioni che hanno portato alla posticipazione dei due grandi eventi. 

  Oggi vi spieghiamo il perché della nostra richiesta.
Premettendo che le grandi classiche di ciclismo si svolgono tutte di domenica (Parigi-Roubaix, Giro delle Fiandre, Amstel

martedì 20 novembre 2012

SKY E RAI SI CONTENDONO I DIRITTI DEL GIRO D'ITALIA EDIZIONE 2013, MEDIASET ASPETTA

La RAI detiene ininterrottamente dal
1998 i diritti del Giro d'Italia, diritti
ottenuti dopo 5 anni d'assenza dalla
corsa rosa, poiché dal 1993 al 1997 il
Giro andava in onda sugli schermi
"privati" Mediaset. 

SKY VUOLE PRENDERSI IL GIRO D'ITALIA

LE TRATTATIVE TRA RCS E LA TELEVISIONE DI STATO SEMBRANO ESSERE ORMAI A UN PUNTO MORTO, ANCORA DUBBI E INCERTEZZE SU COME E DOVE SI POTRA' VEDERE LA PROSSIMA CORSA ROSA.

Wiggins in maglia rosa, 2010

Mancano all'incirca 164 giorni al via dell Giro d'Italia edizione 2013. Edizione che presumibilmente vedrà Vincenzo Nibali e Bradley Wiggins contendersi la maglia rosa nelle canoniche tre settimane di corsa. Un italiano, volato via da un paese che necessita più che mai di un ridimensionamento e dunque di progetti troppo a lungo termine, e un britannico, forte di un paese che dopo il calcio, la formula uno e la Moto gp, punta a sottrarre il grnade ciclismo dagli schermi nostrani. La corazzata televisiva Sky, del magnate Rupert

giovedì 1 novembre 2012

IN INGHILTERRA SI BRUCIA LA SAGOMA DI LANCE ARMSTRONG

 Bosio Beltarme Matteo
 Verona


LA CACCIA ALLE STREGHE SI PUO' DAVVERO DIRE FINITA?

Una tradizione folkloristica che esorcizza ogni male, in Italia abbiamo la befana, che chiude le nostre festività natalizie, in Inghilterra, quest'anno, brucerà Lance Armstrong. Una sagoma alta ben nove metri che brucerà in occasione del Bonfire night, notte che ricorda il complotto imbastito da Guy  Fawkes contro il Parlamento. Ma la storia di tali tradizioni ricorre da ancor prima la famosa notte inglese. Bruciare al rogo il simbolo del presunto male è stata tradizione di molti popoli antichi, ma le prime testimonianze sarebbero di epoca romana quando tra le fiamme, a bruciare, erano i primi cristiani. 
La morte al rogo divenne la condanna ufficiosa per eresia nel 1184 per volontà del Sinodo di Verona. 
Da allora incominciò una sfrenata caccia al male, e il cristianesimo, memore delle atrocità subite, una volta divenuta religione ufficiale, si appropriò di tale tipo di pena poiché solo il fuoco -secondo corollari neanche cristiani quindi-  poteva evitare la resurrezione del male e rimuovere ogni traccia dei colpevoli e i loro peccati. Da ieri a oggi i roghi non sono finiti, ma l'uomo, da specie simbolica che è, ha sostituito alla prima violenza un simbolo, capace di esorcizzare comunque il male, ma soprattutto capace di nascondere tutte le violenze del passato. Lance Armstrong è diventato il maligno del ciclismo, un qualcosa da esorcizzare in tutti modi possibili, e sabato, con l'ardere della sua effige, dovrà paradossalmente iniziare una nuova e definitiva caccia alle streghe. Ora tutto il ciclismo, grazie a Lance Armstrong, possiede un comune simbolo del male, risorto, ma poi esorcizzato una volta per tutte. Un simbolo su cui rifondare un'intero sistema, per non doverci trovare, tra una decina d'anni,  ad appiccare nuovamente altri roghi, sia "reali" sia mediatici.       

lunedì 22 ottobre 2012

IL CICLISMO CHE CI MANCA

1647477420.jpgPedalano per 60 mila chilometri  l’anno,guadagnano meno degli altri e faticano di piu’. Di doping meglio fare un discorso a parte., più si va avanti e più e’ uno schifo. Meglio parlare di ciclisti di ieri…." I poveri sono matti" diceva Zavattini. La bici servì a  Coppi per non andare a zappare ogni mattina sui terreni argillosi del suo paese Castellania.E che dire del suo acerrimo avversario Bartali detto "Ginettaccio". A Binda per non continuare a fare lo stuccatore.... proprio lui che  derideva gli avversari dell epoca  con le sue continue vittorie.,e che dire del" Leone delle Fiandre " Fiorenzo Magni...

 Bè Fiorenzo Magni.il terzo uomo, grinta a non finire per lui,prendeva treni che lo portavano su fino al Nord, dormiva come poteva, sempre con un occhio alla bici, e poi vinceva il Giro delle Fiandre,roba da niente per un ciclista delle sue qualità. Auro Bulbarelli ha scritto un libro su di lui semplicemente stupendo ." Il ciclista si guadagna il pane lontano da casa," come  ricorda sempre Damiano Cunego..  Ecco questo  si che è un cavallo di razza ,  uno dei pochissimi Campionissimi del ciclismo moderno....
 E Quella volta che Gaul si fermò dietro al cespuglio per un bisogno fisiologico e perse il Giro del '57. In casi del genere il codice d'onore stabilisce che non si attacca, ma Bobet e Nencini non la pensarono allo stesso modo. "Peggio per lui." pensarono ..E poi l' immenso Pantani  che per abbreviare la fatica volava in salita ...  lui si che menava.    Il ciclista gira il mondo, ma non lo visita, cosi' e' e così sarà, pedala  sempre con umiltà... senza osservare i paesaggi e le culture che lo circondano.

A me piace il ciclismo di ieri , non quello di oggi .
A risentirci:  
Giulio Carcereri

domenica 2 settembre 2012

ESCE" LA CORSA SEGRTA", L'UCI TREMA.

Uscito in America di questi giorni, "La corsa segreta" si annuncia un libro che susciterà grande scalpore, poiché scritto da uno dei primi accusatori di Lance Armstrong: Tyler Hamilton. Fortemente a tratti autobiografici questo libro rappresenta di fatto un'elemento chiave nelle indagini svolte dall 'USADA che sembra credere in toto alle pagine scritte da quello che si presenta come un personaggio torbido che ad ora figurerebbe soltanto come vittima di un sistema molto più grande di lui. Tyler Hamilton, classe 71 è un ex corridore degli anni 90 e primi anni  2000, fido scudiero del texano negli anni dei successi alla U.S Postal; ma anche vincitore sia della crono olimpica di Atene 2004, medaglia poi revocata dal CIO nel 2010, sia di una Liegi Bastongne-Liegi nel 2003. Tyler Hamilton fu il primo corridore nella storia del ciclismo ad essere trovato positivo a un'emotrasfusione nel 2004 e fu squalificato poi fino al 2007. Durante gli anni di squalifica, il 26 giugno 2006 il quotidiano spagnolo El Pais rivela che Hamilton, tra il 2002 e il 2003, aveva pagato più di 43 000 euro al dottor Eufemiano Fuentes per usufruire di consulenze mediche e per procurarsi sostanze dopanti, come l'eritropoietina (EPO), ma anche somatotropina e IGF-1, al fine di migliorare le prestazioni sportive, ma clamorosamente il suo nome viene escluso dagli indagati dell' Operacion Puerto dal giudice istruttore di Madrid. Da qui al ritiro il passo rimase comunque breve, rinnegato dal mondo del ciclismo e risultato positivo nel febbraio 2009 ad un farmaco usato per curare la sua depressione il 17 aprile 2009 annuncia il ritiro accolto con  particolare enfasi dal presidente del comitato dell'UCI McQuaid: «Lo sport sta meglio senza di lui». Poche parole una condanna, ma che se riascoltate oggi ci suono sicuramente strane, perché lo sport in generis? Perché non dire il ciclismo e dunque UCI sta meglio senza Tylar Hamilton? Al 2009 l'americano era già un ex corridore da alcuni anni, rinnegato dal ciclismo che conta e in preda a una forte depressione, personaggio che sembrava non poter dare fastidio a nessuno,sembrava appunto, leggendo "La corsa segreta" si scoprirà quanto Hamilton sia stato, sia e sarà un personaggio scomodo all'UCI, accusato di aver coperto la positività del suo ex capitano nel Giro di Svizzera 2001 e di numerose "soffiate" nei successivi Tour de France. Si profila uno scontro tra titani, l'USADA e i suoi testimoni contro UCI, che se confermasse le sue colpevolezze infliggerebbe, questa volta, all'intero SPORT un colpo morale dal quale sarebbe difficilissimo rialzarsi ancora una volta. 

                                                                                                        B.B.M

martedì 31 luglio 2012

CUNEGO, E' IL MOMENTO DELLA VERITA'

Che prima parte di stagione è stata per Damiano Cunego? Il popolo del ciclismo si divide in due. C'è chi sostiene che abbia corso sempre per vincere senza mai risparmiarsi e che solo la sfortuna gli ha impedito di cogliere successi importanti. Altri invece dicono che una sola vittoria di tappa al Giro del Trentino è un bottino troppo esiguo per uno come lui. Sto con i primi, da buon tifoso dell'Airone di Cerro Veronese. Ma da appassionato di ciclismo non posso ignorare la seconda analisi. Ripenso al Giro di Catalogna, a quello dei Paesi Baschi, all'Amstel Gold Race e alla Liegi. Che sfortuna! Forature, cadute improvvise, cedimenti di catena. Non è stato certo baciato dalla dea bendata Damiano Cunego ma in qualche caso ci si aspettava qualcosa in più. Al Giro d'Italia pur partendo senza i gradi di capitano ha chiuso con un onorevole sesto posto dando spettacolo nella penultima tappa e provando sempre a girare i pronostici. Peccato! Ma adesso è il momento di guardare avanti. La seconda parte di stagione incombe. San Sebastian, la Vuelta, il Mondiale e il Lombardia. Damiano si sta allenando a Livigno curando con grande attenzione ogni particolare in allenamento per non farsi poi trovare impreparato in corsa. Farà classifica alla Vuelta? Difficile, per sua stessa ammissione. I suoi obiettivi principali restano Mondiale e Lombardia. E poi non dimentichiamoci che nella corsa spagnola torneranno Contador e Schleck due avversari di primissimo livello. Per Cunego è arrivato però il momento della verità.


Alessandro Betteghella

giovedì 26 luglio 2012

IL CICLISMO E I PETRO-MILIONI, ECCO COME CAMBIA IL CICLOMERCATO


Sembra una sfida soltanto a due squadre quella che si profila nel ciclomercato di quest'estate. A fare concorrenza alla vera mattatrice di questi primi mesi estivi, la Saxo Tinkoff, sembra essere proprio l'Astana. Possiamo dire che dopo la Sky e assieme alla squadra di Riis, il team kasako abbia a disposizione per la prossima stagione un budget illimitato per creare una formazione capace, in pochi anni, di stravincere in tutte le competizioni Pro-Tour. Non è un caso che i maggiori investimenti, nel ciclismo, avvengano più a est della regione europea, lo abbiamo già visto con il colosso bancario russo Tinkoff, unitosi alla Saxo; per non parlare dei tanti fondi spesi, ma con pochi risultati fino ad ora, dalla squadra russa della Katusha. Il ciclismo italiano può solo che arrendersi, incapace di reagire alla profonda crisi che attraversa il paese, e guardare i nostri migliori giovani e corridori ormai affermati andarsene a suon di petro-milioni e miglior proposte lavorative. Lo stesso discorso vale anche per la vicina Spagna e per i cugini francesi, ma non per la forte Germania, la quale sembra abbia ritrovato la voglia, ma soprattutto le possibilità economiche e finanziarie di investire nella creazione di un nuovo super Team, ma di più non c'è dato ancora sapere. Tutto questo può essere riassunto nei movimenti di mercato, la Liquigas, ad esempio, sarà costretta a cedere la sua punta di diamante fresca di podio al Tour Vincenzo Nibali che pare firmerà, proprio a Londra, il contratto che farà vestire alla squalo dello stretto la casacca oro azzurra dell'Astana e cosa più rilevante farà aumentare in maniera considerevole la sua busta paga. Ma non è finita qui, assieme a Nibali potrebbero finire in Astana anche Valerio Agnoli, fantastico protagonista al Giro e Alessandro Vanotti sempre dalla Liquigas, non dimenticando la grande promessa del nostro ciclismo Fabio Aru che se non sbaglio debutterà proprio in Colorado tra pochi giorni. Molti altri sono i nomi che vengono accostati al ricco team kasako, tra quelli di spicco il nostro azzurro Modolo, il lussemburghese Andy Schleck e il britannico Chris Froome conosciuto meglio dai più nell'ultimo Tour de France. Troppe prime donne è vero, ma le trattative sul banco sono queste e non sono poi tanto campate in aria, l'Astana avrà soltanto l'ardua decisione di chi ingaggiare per una rosa già ora molto forte e competitiva, problemi che ogni direttore sportivo, tecnico, o dirigente vorrebbero avere in queste sessioni di ciclomercato.
                                                                                                       b.b.m

mercoledì 18 luglio 2012

CADEL EVANS, VINCENTE ANCHE NELLA SCONFITTA

Non è mai stato il Tour di Cadel Evans. Ci ha provato nei giorni scorsi ma evidentemente la gamba non girava. Quanto doveva pesare quel numero uno sulla schiena, la responsabilità di dover essere per forza il protagonista per non sentirsi dire "Si ma l'anno scorso ha avuto solo fortuna". Il campione australiano resta un campione, punto e basta. E chissenfrega se ha preso cinque minuti da Nibali, Froome e Wiggins. Un campione è campione anche nella sconfitta anche quando pur non alzando bandiera bianca gli leggi nel pensiero "Ok ragazzi oggi i più forti siete voi". Come dimenticare le sue lacrime sulla spalla di Santambrogio subito dopo il traguardo in quel 14 Luglio 2010 sul Col de la Madeleine quando con il gomito frantumato decise di non abbandonare la corsa. Anche oggi ha ringraziato Hincapie e Moinard che gli sono stati accanto, uscendo di classifica da signore. Un problema intestinale come lui stesso ha ammesso attraverso la pagina di Twitter non gli ha permesso di lottare com'era solito fare con i migliori. Bravo Cadel, vincente anche nella sconfitta.    (A.B.)

lunedì 16 luglio 2012

WIGGINS PADRONE MA OCCHIO AI PIRENEI. EVANS NON E' FINITO, NIBALI CI PROVERA' E FROOME...

Rientro dopo qualche giorno di vacanza: ho seguito con attenzione il sito curato con estrema dedizione dall'amico Matteo e dai suoi scritti e seguendo il Tour ho capito una cosa: nulla è ancora deciso. Signori, mancano i Pirenei, mica pizza e fichi. Chi pensa che Wiggins vincerà in scioltezza beh non mi trova d'accordo. Si la cronometro mi direte, rivali non ce ne sono. Quando dai un minuto a una "locomotiva" sul suo terreno e tieni alla grande in salita non puoi non essere considerato il numero uno. Ma attenzione! Credete veramente che Evans non ci provi in ogni minimo cavalcavia? Pensate che Nibali non attacchi in discesa cercando di staccare i rivali? E Froome, gregario per carità, ma fino a quando aspetterà il suo capitano? Non è ancora detta l'ultima parola certo per il settanta forse ottanta per cento il Tour è di Wiggins ma gli altri non staranno a guardare.

EVANS. Non è al top della condizione, ha pagato notevolmente la prova contro il tempo sebbene sia un buon specialista: si è staccato in salita ma è un lottatore nato. Uno di quelli abituati a conquistarsi tutto e che quello che ha vinto lo ha ottenuto con grande lavoro e fatica. Non mollerà tanto facilmente, in fondo è quarto e nel ciclismo basta una giornata storta per buttare all'aria un'intera corsa a tappe. Ci proverà, statene certi.

NIBALI. Mai staccato in salita, ha toppato la cronometro ma contro un Wiggins così francamente c'era poco da fare. In discesa è il più forte, quando la strada si inerpica è da tener d'occhio. Vuole il podio, ma in cuor suo sogna la maglia gialla. Sogna di attaccare e vedere Wiggins sempre più lontano. Una delle gradite sorprese di questo Tour.

FROOME. Compagno di squadra e fedele alleato di Wiggins, forse senza il suo aiuto oggi la maglia gialla la indosserebbe qualcun altro. Ha dimostrato di aver più gamba del suo capitano, ha una gran condizione e certamente sarà dura strappargli il secondo posto. Che possa insidiare Wiggins al momento pare più fantaciclismo, visto che è arrivato al Tour per mettersi al servizio del suo leader. Ma fino a quando dovrà aspettare? L'altro giorno senza l'ordine dalla radiolina sarebbe andato a prendersi tappa e maglia e tanti saluti a Wiggins. E invece ha pilotato il britannico fin sul traguardo permettendogli di mantenere la leadership e il primato invariati. Un esempio.

Alessandro Betteghella

giovedì 12 luglio 2012

SOLO CONTRO TUTTI....O QUASI

VINCENZO E' L'UNICO A CERCARE DI METTERE IN DISCUSSIONE LA LEADERSHIP DI WIGGINS E DEL SUO TEAM... O QUASI.


Encomiabile. Lo sapevamo che non sarebbe stato un Tour facile da conquistare per Vincenzo Nibali, una maglia gialla già cucita su misura per il britannico pluri-medagliato del Team Sky. Ma si fa quel che si può. E' proprio il caso del corridore Liquigas, che in tre giorni ha portato quattro attacchi concreti alla maglia gialla o perlomeno ci ha provato. Non è facile correre solo contro un'intera squadra.


Alleato 1. Al pari di Vincenzo, forse, troviamo il belga Van Den Broeck che sulle rampe alpine ha provato, dopo un'inizio di Tour sfortunato, a rosicchiare qualche secondo -riuscendoci- alla maglia gialla. Da dire però che il suo distacco non poteva impensierire eccessivamente la corazzata inglese. Ma senza alcun dubbio il belga della Lotto potrà costituire, nelle prossime tappe, un aiuto concreto per le speranze, diciamo di "podio", dello squalo.


Alleato 2. Diciamoci la verità, qualcosa di più ci aspettavamo dal Team Liquigas e i suoi uomini, chiaro, non si pretende faccia la corsa, ma perlomeno deve cercare di acquistare più consapevolezza nei propri mezzi, e capire quanto Wiggins sia vulnerabile in questo tipo di salite, la tappa di oggi lo ha dimostrato. Iniziative concrete, magari estemporanee, ma che potrebbe finalmente giovare al proprio capitano che sempre e comunque ringrazia la squadra per il lavoro svolto dopo ogni tappa. 


Alleato 3.Paradossalmente Wiggins deve essere attaccato proprio quando al suo fianco è rimasto soltanto Froome, il quale, a questo punto sarebbe costretto in una frazione di secondo a decidere se seguire Nibali o  scortare il proprio capitano fino al traguardo, quest'ultima ipotesi, a mio modo di vedere, non attuabile poichè svantaggiosa per la Sky, per Wiggins e per lo stesso Froome. Siamo sicuri che l'ammiraglia Sky, in questo caso, lascerebbe a briglie sciolte il "gregario" e non lo fermerebbe come in quel di La Toussuire. Sarebbe ripetere l'errore fatto alla Vuelta 2011 che costò la generale proprio a Froome, secondo a Madrid dietro a Cobo.


Alleato 4. Cadel Evans al Tour 2012 non ancora pervenuto, ma il ciclismo è bello perché è imprevedibile, un giorno sei cenere quello dopo un trionfatore. E' un combattente Cadel, e non mollerà fino alla fine. Proverà a far saltare la generale, magari con un azione da lontano attaccando sui Pirenei. Vincenzo dovrà riuscire a trarre vantaggio proprio dall'australiano e di conseguenza dalla sua Bnc entrambi all'ultimo disperato tentativo di riacciuffare un Tour che sembra ormai perso.   


                                                                                                                                               b.b.m

venerdì 6 luglio 2012

IO TIFOSO DI CUNEGO, STREGATO DA IVAN BASSO

Sono tifoso di Damiano Cunego da sempre. Da quando mi sono avvicinato al ciclismo e ho visto quel piccolo biondo scalatore con la cresta sbarazzina e la maglia della Saeco che metteva in fila tutti. Era il 2004, l'anno d'oro per l'Airone di Cerro Veronese. Ricordo che passando dal paese natale di Damiano opportunamente colorato di rosa per l'occasione capeggiava una scritta: "AIRONE VOLA IN ALTO CHE TANTO IVAN RESTA BASSO". Non è che sapessi molto su tale Basso, il varesino, ricordo che iniziai a sentir parlare di lui nell'Ottobre di quel 2004 ai Mondiali di Verona. Perdonate l'ignoranza. L'ho sempre considerato un rivale di Damiano, ero contento delle stoccate a distanza che si davano a vicenda. Nel 2006 in piena Operacion Puerto quando Basso venne allontanato dal Tour, Cunego, all'esordio nella corsa francese disse evitando dichiarazioni di facciata: "Ritengo che chi ha sbagliato debba pagare", lasciando perplessa Alessandra De Stefano (giornalista Rai ndr) e buona parte degli appassionati di ciclismo. Fu allora che nacque un tormentone anche tra gli amici: tra chi era tifoso di Damiano e chi invece sosteneva il tiranno. Ti ricordi Teo? In risposta Basso ai Mondiali mi pare del 2009 disse: "Abbiamo lavorato tutti duramente per Cunego, non capisco cosa sia successo". Continuavo a seguire le corse di Damiano, ma leggevo di quel Basso che nonostante la consapevolezza di aver sbagliato voleva rimettersi in gioco, voleva dimostrare che poteva vincere di nuovo. Penso che un campione sia anche questo, penso che la vita e il ciclismo possano e debbano concedere a tutti una seconda occasione. Ivan l'ha presa al volo, arrivando in rosa all'Arena di Verona mentre io schiumavo di rabbia perchè Damiano, il mio Damiano era stato ancora battuto. Poi ho capito. Il ciclismo non è il calcio. Si ha un corridore di riferimento, quello che ti fa sobbalzare il cuore, che ti fa seguire 200 chilometri in piedi incollato al televisore, che ti fa emozionare, tifare, correre al suo fianco quando magari sei dall'altra parte del mondo. Questo per me è Damiano Cunego ma non posso negare di provare simpatia per Ivan Basso. Non me nè vogliano i fan dell'Airone, ma il ciclismo è fatica e passione, una miscela di emozioni che non può non farti amare la bicicletta al di là dell'atleta che la porta. Tiferò sempre Damiano Cunego e quando ci sarà, se mai ci sarà un testa a testa per la classifica generale, sarò lì a sperare che Damiano voli sempre più in alto dell'Ivan che resta Basso. Ma in questi giorni di Tour de France, forza Ivan il tiranno gentiluomo. La tua magnifica carriera manca solo di un tassello: è la corsa che hai sempre voluto vincere e ti è sfuggita per poco. E' il momento di arrivare in giallo a Parigi Ivan. In questi giorni farò il tifo per te.

Alessandro Betteghella

mercoledì 4 luglio 2012

IL CICLISMO AI PIEDI DI SAGAN, A 22 ANNI IL FUTURO E' TUTTO SUO

"Sagan ha doti incredibili, lo dimostra in ogni tappa. In futuro potremo dire di aver corso con lui". Niente da eccepire fin qui, ma se a pronunciare queste parole è il campione olimpico Samuel Sanchez, beh allora significa che siamo al cospetto di un extra-terrestre. A 22 anni tutti parlano di lui, vince con una facilità impressionante, si sbarazza di avversari quotati con la massima naturalezza quasi fosse comune a tutti staccare in volata gente come Boasson Hagen o Cancellara. Non lo prende nessuno, non le vede nessuno. Già in Svizzera aveva anticipato quali sarebbero state le sue intenzioni al Tour e rispettare i pronostici a quest'età non è cosa scontata. E' giovane e può ancora migliorare, di imparare non si smette mai, nella vita come nel ciclismo. 

Alessandro Betteghella