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domenica 19 maggio 2013

GIRO 2013: VINCE SANTAMBROGIO, NIBALI SEMPRE PIU' ROSA

2013 Nibali - AP/LaPresseSANTAMBROGIO IN MAGLIA VINI FANTINI VINCE SUL TRAGUARDO DI JAFFERAU, NIBALI FA IL VUOTO SUI RIVALI IN CLASSIFICA GENERALE, 30 SECONDI SU URAN, PIU' 33 SECONDI SU EVANS E 1'28 SU  SCARPONI.



Vince il capitano della Vini Fantini Mauro Santambrogio e quando il gioco si fa duro, Vincenzo Nibali ipoteca la maglia rosa... Doveva “semplicemente” essere la giornata del secondo traguardo in salita del Giro 2013 o la prima frazione di una due giorni durissima con arrivo in Francia e invece è diventato un sabato drammatico per tutti, ciclisti e operatori, nessuno escluso. Pioggia battente su tutta la corsa, neve all'arrivo in quota con temperature vicine allo zero, nuvole basse e visibilità ridottissima senza immagini per gli elicotteri rimasti a terra e un brutto incidente per una separazione delle sedi stradali nei primi chilometri: dal Lombardia al Giro d'Italia passando per Milano-Sanremo e Tirreno Adriatico, è l'Italia che resiste.


SECONDO ARRIVO IN SALITA MA SENZA SESTRIERE -Quattordicesima tappa con arrivo in salita e percorso modificato prima della partenza perché il Sestriere è inagibile e il primo Gpm della frazione (16,3 chilometri di seconda categoria al 4%) viene cancellato per decisione degli organizzatori e della Giuria del Giro d'Italia dopo il consulto con le autorità. Le condizioni meteo non garantiscono la sicurezza dei corridori e a Pinerolo (km. 70) la Corsa Rosa devia in val di Susa con rifornimento a Inn rientrando sul disegno iniziale del tracciato a Oulx con arrivo a Bardonecchia e traguardo in cima allo Jafferau a quota 1.908 metri, Gran Premio della Montagna di Prima Categoria per 7,3 chilometri al 9% di pendenza media e punte del 14%. I chilometri della tappa piemontese passano da 168 a 180 perché dopo la Milano-Sanremo e la Gand-Wevelgem classiche mutilate anche la prima delle grandi corse a tappe cade nella morsa del freddo.
FUGA ALL'ITALIANA; CADE BATTAGLIN - La quattordicesima tappa del Giro d'Italia è partita alle12:40 da Cervere, dove lo scorso anno vinse Mark Cavendish in maglia iridata, senza Gert Steegmans (Omega Pharma), Jack Bobridge (Blanco), Daniele Bennati e Karsten Kroon della Saxo-Tinkoff e con quattro attaccanti per una fuga Made in Italy - Matteo Trentin (Omega-Pharma), Daniele Pietropolli (Lampre), Sonny Colbrelli (Bardiani Valvole) e l'ex-maglia rosa Luca Paolini della Katusha - grazie al forcing del chilometro 14 insieme a Weening, Stetina ed Egoi Martinez che scivolano e rientrano in gruppo. Prima dei meno cento una bruttissima caduta coinvolge Enrico Battaglin, che ha vinto la quarta tappa a Sella San Bruno, e Alessandro Vanotti dell'Astana subito costretti al ritiro mentre il terzo corridore coinvolto nella caduta, il colombiano Chalapud protagonista per molti chilometri nella frazione “mondiale” di Firenze, riparte contuso: fatale un cartello di spartitraffico nelle condizioni di forte pioggia e bassa visibilità per i corridori dalla partenza. Battaglin ha un trauma toracico con frattura delle coste mentre per Vanotti si sospetta una frattura clavicolare e intanto al rifornimento di Inn del km. 103 si ritira anche David Millar della Garmin Sharp.
IL PASSAGGIO IN VAL DI SUSA: RIENTRO A OULX - Meno cinquanta all'arrivo con 42 km/h di media dopo tre ore di corsa e vantaggio massimo di 9'50 per i quattro battistrada italiani - Colbrelli, Pietropolli, Trentin e Luca Paolini - che vedranno il loro distacco gradualmente ridursi a partire da Susa (gap 8'30) con una ventina di corridori a perdere il contatto dalla maglia rosa di Nibali sulle prime pendenze della frazione senza Sestriere. Meno trenta (gap 6'50) con primi problemi per Matteo Trentin che fatica a tenere la ruota dei compagni di fuga e dovrà staccarsi per una foratura a dieci chilometri dall'arrivo. A Oulx si rientra sul tracciato originale con ancora 5 minuti di vantaggio per Colbrelli, Pietropolii e Paolini in ordine di passaggio sul secondo Traguardo Volante di Bardonecchia (lo stesso del primo di Pinerolo al km. 70), un minuto in meno di gap quando inizia l'ascesa verso il traguardo di Jafferau.
ARRIVO IN SALITA: DECIDE L'ATTACCO DI NIBALI - Gpm1 di Jafferau: nei primi metri si stacca un po' a sorpresa Daniele Pietropolli che cercherà per due volte a rientrare sulla testa della corsa perdendo definitivamente le ruote di Paolini e Colbrelli a un chilometro dall'arrivo. A meno quattro Diego Rosa e Franco Pellizotti escono dal gruppo trainato da Di Luca con 3' di ritardo dai due battistrada che da qui perderanno un minuto al chilometro e saranno ripresi a settecento metri dal traguardo. A due chilometri dall'arrivo scatta Vincenzo Nibali con a ruota Santambrogio e Carlos Betancur: non risponde nessun altro, fuga chiusa e cambi regolari per gli ultimi mille metri fra la maglia rosa e il capitano Vini Fantini mentre tutti si aspettano l'ultimo fuoco del colmbiano AG2R che però questa volta ha le polveri bagnate e prima dell'ultimo tornante un cenno d'intesa sancisce il risultato, anzi, i verdetti della tappa: vince Santambrogio, Nibali fa il vuoto in classifica generale perché dopo Betancur (+9” per il terzo gradino dopo i secondi posti di Firenze e Montasio) e Samuel Sanchez arrivano i suoi più diretti inseguitori, Rigoberto Uran e Cadel Evans, a mezzo minuto. Che letto fra le righe degli abbuoni significa +1'26 su Evans e +2'46 sul nuovo capitano Sky in classifica generale (Santambrogio quarto a un secondo dal podio) e scava un abisso su Michele Scarponi staccato di quasi 4 minuti: il Giro di Nibali non cambia perché se nasci attaccante non puoi nasconderti.
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